martedì 4 gennaio 2011

alcune considerazioni

pur avendo realizzato un solo quadro, peraltro anche da ritoccare leggermente, e avendo sul cavalletto il secondo, ad oggi ho ideato almeno una decina di quadri. E' il momento di puntualizzare alcune cose, alcuni obiettivi, mettere i paletti. Il rischio maggiore e dal quale spero davvero di riuscire ad affrancarmi, e' che il messaggio verta sul tatuaggio e non sul pregiudizio. Faccio io stesso una gran fatica a non rimanere abbacinato dal mondo del tattooing; se ci si pensa il tatuaggio ha origini antichissime e globali, planetarie. Culture e popoli diversi hanno nelle loro tradizioni anche questo aspetto, il tatuaggio. E ogni civilta' ha dato al tatuaggio significati diversi... Ma non e' di questo che voglio parlare nei quadri di "psychotattoo". Intendo mostrare il tatuaggio come un piccolo muro tra cio che sta sotto la pelle e cio che sta fuori, un pretesto per far nascere idee (giuste o sbagliate), preconcetti, pregiudizi. Far riflettere sui nostri pregiudizi, inutili orpelli che ci portiamo dietro e che condizionano le nostre scelte, i nostri obiettivi e, alla fine, la nostra vita; questo potrebbe essere un gran bell'obiettivo di psychotattoo...

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